La pasticceria è la parte più gustosa e apprezzata dai commensali di un ristorante e una delle più delicate e difficili da creare, poiché ha bisogno di molte tecniche, creatività e studi infiniti. Questo non ha impedito ad Andrea Tortora di distinguersi ed essere considerato il miglior pasticcere in Italia nel 2017 dalle guide Identità Golosa e Gambero Rosso, e di nuovo nel 2019 dalla guida L’Espresso.

 

Proveniente da una grande famiglia di pasticceri da cui lui è formato la quarta generazione, era indiscutibile non lasciarsi influenzare da questa bella professione. Ha viaggiato in quasi tutto il mondo, il che gli ha permesso di creare il suo stile di pasticceria. Inoltre, ha avuto anche l’opportunità di fare parte di grandi ristoranti, dove l’ultimo era al St. Hubertus a tre stelle dell’hotel Rosa Alpina, che ha lasciato l’anno scorso per perseguire un nuovo progetto.

 

Essendo nato in una famiglia di pasticceri, immagino che sia stata una grande influenza per continuare la tradizione. A un certo punto, hai pensato di fare un’altra carriera o sei sempre stato sicuro della tua decisione?

“No, mai.”

 

Oltre a tutto ciò che hai imparato con la tua famiglia, sei andato a una scuola di pasticceria?

“Ho frequentato l’istituto alberghiero, e poi la scuola che a oggi ritengo la più valida di tutte, il mondo del lavoro e la gavetta.”

 

So che hai avuto l’opportunità di lavorare all’estero. Quali sono stati questi destinazioni e come hanno contribuito a creare il tuo stile di pasticceria?

“Ho girato quasi tutto il mondo, in molti paesi ho vissuto per più di un anno, sicuramente le culture, gli ingredienti e le tradizioni mi hanno portato oggi a definire uno stile di lavoro molto personale.”

 

 

Cosa hai significato per te fare parte del team del prestigioso ristorante italiano a tre stelle St. Hubertus?

“Innanzitutto sono arrivato al St. Hubertus che aveva 2 stelle, e sono andato via dopo 2 anni dal conseguimento della terza, come chef pasticcere da molti anni presso la struttura è stata sicuramente una grande soddisfazione fare parte del team che ha portato al massimo il ristorante. Non sono in molti i pasticceri che possono vantare questo risultato.”

 

Perché è stata la tua partenza di St. Hubertus?

“Era tempo di cambiare.” 

 

Sei considerato il re della pasticceria in Italia, un nome che la critica e la gente ti hanno assegnato. Quale pensi sia stata la cosa più importante nel tuo lavoro per meritare questa popolarità?

“Re? Davvero? Be sicuramente la sostanza, la concretezza e la costanza hanno portato credibilità alla mia figura professionale.”

 

Dimmi un dessert speciale per te, e perché?

“Ogni dolce è speciale, perché rievoca momenti e ricordi. indubbiamente il panettone è quello al quale sono più legato, fin da bambino lo vedevo preparare dalle abili e sapienti mani di mio nonno, e la lievitazione mi ha sempre affascinato.”

 

Quale pensi sia la più grande soddisfazione della tua carriera?

“Per un pasticcere da ristorazione, sicuramente conseguire la terza stella in un team, è il più grande risultato, a livello mondiale sono solo 110 i pasticceri che lo hanno raggiunto. Questo è stato il mio nuovo punto di partenza, ho abbandonato la routine per nuovi progetti.” 

 

Qual è stata la tua più grande sfida come pasticcere?

“Ogni giorno è una sfida completamente diversa, mi pongo sempre nuovi obbiettivi, e cerco di raggiungerli.”

 

Cosa ti ispira a creare un nuovo dessert?

“Sono ispirato da tutto ciò che mi circonda, ambiente, persone, ingredienti.”

 

Grazie mille, Andrea Tortora!

 

Yareli Parra