Dopo aver ricoperto varie posizioni come Executive Chef, Matteo De Carli gestisce il suo ristorante Casa De Carli a Praga, in Repubblica Ceca. L’apertura del suo ristorante è stata la realizzazione del sogno di Matteo. Lui crede nel duro lavoro, nella creatività e nella freschezza e qualità degli ingredienti.

 

Un ritratto dello chef Matteo De Carli
Traduzione: Laura Solla

 

Matteo, da dove viene la tua passione per il lavoro di cuoco?

Si tratta di una cosa naturale. Nella mia famiglia nessuno era coinvolto nel settore della ristorazione. Quello che mi porto dietro dalla mia infanzia è fare le cose in casa. Ricordo quando facevamo la nostra passata di pomodoro per tutto l’anno o le lasagne la domenica mattina. Penso che questo abbia influenzato me e lo stile del mio ristorante. Oggi noi facciamo tutto qui.

 

Quale scuola di cucina hai frequentato?

Ho frequentato l’Istituto Alberghiero “De Filippi” di Varese, la mia città natale

 

Sei stato chef di seconda al Four Seasons Hotel di Dublino. Qual è stato il più grande insegnamento di questo periodo della tua vita?

Sì, è stata una delle esperienze più significative che io abbia mai vissuto, un’occasione per esplorare molte facciate del portare avanti un’azienda, dagli aspetti finanziari alla crescita dei dipendenti. C’era dietro una grande cultura e dopo anni sono ancora amico di molti dei miei colleghi.

 

Come descriveresti la tua attuale idea culinaria?

La mia linea segue la stagionalità dei prodotti e la conoscenza di chi li produce. Ultimamente ho sempre più fornitori in Repubblica Ceca e stringo amicizia. È bello conoscere chi produce il cibo, vedere il loro carattere che si riflette nei loro prodotti.

 

 

Nel 2012 hai aperto il tuo ristorante, la Casa De Carli a Praga, in Repubblica Ceca. Perché Praga?

Per un paio di ragioni: mia moglie viene da Praga e, la cosa più importante, Praga era una città dove aprire un’attività era più economicamente accessibile che in molte altre città europee. E poi, naturalmente, la città è bellissima, con molti parchi e molta natura.

 

Nel periodo appena successivo all’apertura del tuo ristorante, quali sono stati gli ostacoli maggiori?

Ero nuovo nel paese, quindi mi è servito del tempo per trovare tutti i prodotti che volevo. Per me che provenivo da grandi aziende anche il dovermi occupare di moltri aspetti diversi dalla cucina era una sfida. Sono stato fortunato: mia moglie era con me mi ha aiutato moltissimo.

 

Qual è la tua attuale proposta gastronomica?

Un menu che cambia regolarmente, qualche interessante combinazione di sapori, ma niente di estremo. Mi piace ancora che si possano assaporare tutti gli ingredienti e che ogni gusto si esalti quando si combina con le altre parti del piatto.

 

Cè stato bisogno di adattare i piatti per i clienti non italiani?

All’inizio ci sono molte persone che danno suggerimenti e provano a cambiare quello che fai, ti fanno credere che sia per il meglio. Non ho mai vissuto a Praga prima, per cui non conoscevo il gusto locale e questo è stato per noi un vantaggio. Noi crediamo in ciò che offriamo e abbiamo mantenuto la nostra linea senza apportare dei cambiamenti per far piacere alla clientela locale. Certo, ad alcune persone non è piaciuto, ma alla fine non puoi accontentare tutti.

 

 

Puoi condividere con noi una delle tue ultime creazioni?

Uno degli ultimi piatti è un filetto di storione con melanzane, spinaci, sedano e una salsa con aneto e menta. Mi piace che le verdure vengano da produttori locali e lo storione venga dall’Italia, in una combinazione di gusto e paese.

 

In Italia gli chef e i ristoranti hanno spesso un rapporto diretto con alcuni produttori locali. A Praga hai un rapporto di questo tipo con i fornitori?

Sempre di più. All’inizio è stato per me un po’ difficile, ma negli ultimi anni penso che i produttori siano migliorati molto e io stringo sempre più amicizie.

 

Visto che ti trovi in Repubblica Ceca già da diversi anni, hai scoperto alcuni segreti della cucina locale?

Ho visto molte volte mia suocera cucinare, ma ho sempre l’impressione che lei aspetti il momento in cui io non guardo per aggiungere delle spezie nel cibo. Non so se sarei in grado di replicare alla perfezione alcuni dei piatti tipici locali.

 

Hai mai sperimentato delle creazioni con una fusione tra la cucina italiana e quella ceca?

No, non ho combinato le due cucine. Penso che non ci proverò neanche. Mi piace il mantenimento di una precisa identità. A volte, quando incontro la mia famiglia, preparo alcuni piatti, ma non mischio le ricette.

 

Quando hai del tempo libero e vai mangiare fuori a Praga, qual è il tuo locale preferito?

Ho la domenica libera, ma il più delle volte cuciniamo a casa o con la famiglia. Se andiamo a mangiare fuori, scegliamo la cucina esotica.

 

Grazie mille, Matteo!

 

Uno chef italiano a Praga, Repubblica Ceca. Essere uno chef non ha confini.
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