Marcos Scorza, Executive Chef argentino, ora risiede e lavora in Norvegia con una particolare attenzione alla cucina nordica. Lo abbiamo incontrato per un’intervista.

Raccontaci qualcosa riguardo alla tua formazione presso la scuola di cucina. Per quanto tempo hai studiato e quali sono state le tue prime impressioni?

Ho cominciato i miei studi per diventare chef, dopo aver tentato la carriera di calciatore professionista. Sono stato il cuoco della scuola per due anni e la mia prima impressione  era che questo lavoro non era certo facile. Durante il mio primo semestre di studi ho lavorato nel ristorante della mia città. Percorrevo ogni giorno 60 km per andare a scuola e poi diretto al lavoro. E’ stato un periodo molto difficile.

Ti e’ piaciuto sin dal principio?

Si’, adoro la vita del ristorante! E’ molto dura ma e’ esattamente ciò che voglio fare! Tante ore di lavoro, ritmi stressanti, ma l’idea di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo, prodotti, sapori, e’ la mia passione.

LA CUCINA NORDICA

Cosa ti ha portato in Norvegia?

 In quel periodo, quando ho ricevuto l’offerta di lavoro in Norvegia, stavo lavorando in Cile. Il Cile era la mia vera base, li’ ho avuto la fortuna di lavorare con uno dei migliori chef dell’America Latina del tempo, Giancarlo Mazzarelli, così ho imparato molto, ma il mio vero obiettivo era lavorare in Europa. Quando ricevetti la proposta di lavorare a Tromsø, non ho avuto alcun dubbio. Ho colto subito l’occasione per scoprire una nuova realtà.

Quale fu la tua prima impressione della cucina norvegese?

Sono approdato in Norvegia nel 2007, dove la diffusione della cucina nordica era già cominciata con il NOMA di Copenhagen, così la mia prima impressione e’ stata incredibile, utilizzare gli ingredienti locali e sviluppare nuove ricette con un gusto nuovo. Ero affascinato da tutto questo.

Qual e’ il trend più in voga nella cucina norvegese? 

La crescita della cucina norvegese e’ in costante sviluppo, si cerca di impiegare soltanto elementi della produzione locale, avvalendosi delle foreste come giardino, tentando di essere il più eco-sostenibile possibile, senza sprecare nulla dell’animale e mostrando enorme rispetto per il prodotto. 

Com’e’ cambiata la cucina norvegese negli ultimi anni? 

Ogni anno la cucina nordica si espande, molti nuovi giovani chef stanno arrivando con nuove grandi intuizioni, nuove tecniche. Sono davvero sbalordito dalla rapidità del suo successo in questi ultimi anni. E’ straordinario essere parte di questo processo.

EXECUTIVE CHEF MARCOS O.SCORZA 

Quali sono le sostanziali differenze tra la cucina norvegese e quella svedese? 

Non vi sono particolari differenze nell’area scandinava. Norvegia, Danimarca, Svezia tutte presentano delle analogie. 

Esiste anche li’ una contaminazione asiatica nella cucina norvegese? 

Non molto, ma esistono influenze un po’ da tutto il mondo, i vichinghi erano noti per essere dei grandi navigatori, pertanto e’ possibile trovare un’infinita’ di spezie nella cucina norvegese. 

In cosa si differenzia il lavoro di squadra in cucina,  qui in Norvegia, rispetto alle tue tappe precedenti? 

Se dovessi fare un paragone con un’altra cucina nel mondo direi, che qui e’ molto più tranquillo, non molta conversazione, come in Sudamerica, ma più perfezionismo. 

Il cibo italiano in Norvegia: può essere considerato di qualità, come in Italia ,con l’impiego dei  saporiti ingredienti locali? 

No, dal mio punto di vista il cibo italiano e’ buono in Italia. La farina non e’ la stessa, le uova sono diverse, l’acqua e’ diversa. Percio’ quello che mi sento di dire e’ che il cibo italiano sono in primo luogo gli ingredienti buoni e i prodotti giusti . Qui ci concentriamo unicamente sulla cucina nordica.

Esistono altri ristoranti norvegesi al di fuori della Norvegia? 

Ho sentito di si’, in aree dove sono soliti dirigersi i turisti norvegesi, come Spagna e Turchia. Ma non ho idea di come siano e che tipo di cucina stiano facendo.

Ti ringraziamo per l’intervista.