Cristina Giacomelli – La Giacoma : cuoca a domicilio per cene, catering ed eventi privati. Noi abbiamo avuto il piacere di incontrarla per un’ intervista: “La cucina e’ tradizione” Cristina Giacomelli.

Cristina Giacomelli, nata a Londra, ma cresciuta in Liguria per poi migrare in Sardegna con mamma e papa’; in che modo questi luoghi hanno condizionato il tuo rapporto con il cibo?

I luoghi che hanno condizionato il mio rapporto con il cibo sono quelli in cui ho vissuto, Sardegna in principal modo, Veneto, Emilia Romagna ed i paesi esteri che ho visitato. Ma ancor di più e’ stato l’incontro con le persone con cui ho mangiato, le quali hanno contaminato la mia cucina con i sapori che portavano attorno alla tavola di famiglia.

Dopo gli studi in legge, hai deciso di stravolgere la tua carriera ed intraprendere la professione di cuoca. Come si e’ sviluppata questa tua passione per la cucina? 

Questa passione nasce poco alla volta, mi piace l’idea di rendere felici le persone , attraverso al cucina riesco a farlo.

La tua formazione culinaria presso Alma: puoi descriverci questa esperienza?

Alma e’ una grande scuola di formazione, quando ti iscrivi entri in una dimensione magica; ti viene insegnata la disciplina, ma soprattutto il valore del cibo e di questo mestiere, ne esci trasformato.

L’ origine del tuo appellativo La Giacoma: deriva forse dal tuo cognome? Cosa rappresenta per te questo nome dal carattere familiare?

All’universita’ avevo un amico, Alberto, che mi aveva soprannominato Giacoma, un po’ per il cognome  ed un po’ per la simpatia che evoca questo appellativo. Per me e’ diventato parte del mio nome originale, rappresenta il marchio della mia attività e poi mette il sorriso. 🙂

La tua cucina si distingue per i sapori genuini, naturali, come quelli di una volta. Puoi descriverci nello specifico in cosa consiste? 

E’ il cibo della memoria, della tradizione, quella che porto dentro attraverso le mie esperienze, io sono una cuoca semplice, non mi piace stravolgere la materia prima, e’ nella semplicità che trovo il modo di cucinare.

Quali sono le tue ricette/ specialità ? 

Le mie specialità sono legate al baccalà, i miei familiari sono prevalentemente vicentini, il baccalà e’ uno di famiglia. Poi le paste ripiene e la pasta fatta in casa.

Da dove provengono gli ingredienti delle tue ricette? Tendi a privilegiare elementi locali a km 0?

I miei ingredienti sono italiani, ciò’ non toglie che amo assaggiare e provare anche quelli esteri.

Spesso ti avvali della collaborazione di un grande maestro: Luciano Tona. Raccontaci brevemente di questo incontro straordinario ed in che modo e’ nata la vostra cooperazione. 

Il mio incontro con lo Chef Luciano Tona e’ avvenuto in Alma, mi sono presentata un po’ timidamente. Lui e’ una persona straordinaria, lo definisco un futurista nella vita e nel suo campo, e’ una persona estremamente generosa con un senso dell’etica profondo e questa dote non e’ facile da trovare.

La funzione didattica e sociale nella tua cucina attraverso l’evento solidale “Ti mangio con gli occhi”Puoi raccontarci nel dettaglio questo progetto?

Si tratta di un progetto sociale di sostenibilita’ legato all’ Allzheimer, una terribile patologia neurodegenerativa. Mio padre ne e’ stato colpito e ne e’ stato ammalato per 10 anni. Ci ha lasciato ad aprile dello scorso anno. Questa malattia quando la si vive sulla propria pelle ti mette di fronte alle difficoltà quotidiane all’interno del menage familiare. Pertanto ho voluto semplicemente aiutare le famiglie colpite da questa problematica attraverso la vendita degli occhiali, che portano sulle aste gli emblemi del food. Perché gli occhiali? Per rendere omaggio a mio padre, grande produttore di occhiali.

Quando e come hai iniziato l’attività di cuoca a domicilio? Hai mai  dovuto misurarti con richieste particolari per soddisfare la tua clientela?

Ho iniziato a Parma nel 2004, all’epoca avevo un’altra occupazione legata alle risorse umane, in più gli amici mi chiamavano spesso a casa loro perché ero “bravina”. Così lentamente ho iniziato a mettere le basi per realizzarmi in questa professione. 

Tre aggettivi per definire il tuo stile di cucina:

Una cucina felice, divertente e rivolta a tutti. 

Un consiglio a coloro i quali vogliono avvicinarsi al mondo del catering business od offrire le loro competenze culinarie ad una clientela privata.

Si devono studiare tutti i processi legati a questo settore, non basta saper cucinare, ma bisogna saper gestire le risorse umane con attenzione e soprattutto saper fare i conti.

Una ricetta che ti rappresenti: 

La mia ricetta è Baccalà alla vicentina, è il ricordo della mia famiglia e di mio padre.

Ingredienti per 10 persone:

Kg 1 di stoccafisso secco – gr. 250/300 di cipolle

1/2 litro di olio d’oliva extravergine

3 sarde sotto sale

½ litro di latte fresco – poca farina bianca

60 di formaggio grana grattugiato

prezzemolo tritato

sale e pepe

Preparazione

Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni.

Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi.

Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato.

Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’ versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.

Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio,mai mescolare.

Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”.

Il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servire con polenta.

Grazie per l’intervista